quattro itinerari sonori

Il primo mi è venuto a cercare  in treno. Tentavo, giocando a caso con le frequenze, di aggrapparmi a qualcosa di adatto e allo stesso tempo utile a soddisfare l’esigenza dell’istante di isolarmi acusticamente. Sott’acqua. Ovatta. Asettico. Radio 3. Da subito entro in risonanza con Julia Holter: Hello Stranger  da loud city song.

Poi uno si ricorda di Beth Gibbons, Laurie Anderson, Bjork e tutta la tipologia  definibile “algide impalpabili”; e allora te la vai a cercare Anja Oyen Vister già dei Flunk: springtime con Howard  Maple.

Sia  con numb da colour the small one perchè  il brano è bello, mi piace e l’itinerario è complementare a tutti i costi.

Tornare piacevolmente in italia . Pure and easy con  The Dining Rooms da numero deux.

 

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