ma perché non te ne vai a Ushuaia?

Ho giurato e rigiurato di non andare più alle feste dove suonano DJ  i cui nomi subiscono l’alterazione vezzeggiativa: che musica zalla*!!!!. Per non precipitare nel dilagante senso di alienazione mi rintano in un angolo a fumare. Inconsapevolmente offro il mio lato debole a Marlowe, da poco tornato da uno dei suoi viaggi. Incapace di oppormi, non mi resta che ascoltare il suo resoconto.

Ushuaia, se va bene, la raggiungi da Punta Arenas in Cile, in sole 12 ore di pullman, perché se va male, cosa probabile visto che in Patagonia c’è sempre troppo vento, le condizioni del mare rendono impossibile il traghettamento e quindi ti tocca tornare indietro e riprovarci il giorno dopo. Se sei stato tanto fortunato  da attraversare   indenne lo  Stretto di Magellano  ti  ritrovi in Argentina e ti attendono solo  10 ore di pullman attraverso  i tipici paesaggi da Terra del Fuoco. L’unica città che ti separa da Ushuaia  è  Rio Grande quella usata come avamposto dagli argentini durante la guerra delle Malvinas.  Durante il viaggio  il tempo scorre lentissimo: poco loquaci compagni d’avventura, le steppe  e  i silenzi infiniti interrotti soltanto dagli isterismi collettivi provocati dall’avvistamento di un paio di guanaco(s). Se riesci a mantenere la massima calma anche quando lo psicotico del sedile accanto ti indica dal finestrino l’esemplare di pseudalopex culpaeus lycoides, ti ritroverai come d’incanto a Ushuaia. Potresti accontentarti di spararti a piedi i 4 km che ti separano dal ghiacciaio  Martial, limitandoti a fare un giretto per le birrerie della Ushuaia by night, nel tentativo di comprendere per quale ragione gli alakaluf e gli yamana si siano cunzumati** con l’etilismo. Ma non lo fai e sai perché?”. il DJ stacca la musica per salutare nuovi arrivati, l’improvvisa quiete sonora fa echeggiare l’interrogativo attirando in modo imbarazzante l’attenzione degli alienati rintanati nell’angolo adiacente. Riattacca la musica  e la voce di Marlowe può tornare a rimescolarsi  a pochi centimetri dal mio orecchio. “Perchè Ushuaia non è la vera città più a sud del mondo, ma da lì puoi raggiungere Puerto Navarinos e quindi in un paio d’ore raggiungere via terra Port Williams che,  finalmente, è la  vera città più a sud del mondo. Dopo aver fatto incetta di vento, paesaggi , silenzi, natura selvaggia e solitudine in bilico tra bellezza e angoscia, puoi snocciolarti i 2 giorni di viaggio per tornare a Punta Arenas. -”Ma come ci sei arrivato a Punta Arenas?”- Vorrei chiedere. Marlowe, forse leggendomi nel pensiero anticipa ”Da Roma via Madrid e poi Santiago del Cile; c’è una compagnia cilena che assicura i voli interni a basso costo. Il periodo ideale va da Novembre a Febbraio.” Dal profondo non riesco a trattenere l’emersione di inquietanti interrogativi: ma per la stessa cifra non potrei andare due settimane in Trentino a fare snowboard? o per molto meno  in aliscafo Messina – Reggio C. A/R in una giornata di scirocco?

*  apprezzabile da chi è sprovvisto (anche temporaneamente) di buon gusto; ** allontanati dalla rettitudine

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